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Pallacanestro Torino

From court: Torino-Vigarano raccontata da “Turbo” Milazzo

Fixi Piramis Torino nella storia!

 

Circa un mese fa rischiavamo di approdare ai playout e veder fallire tutti i progetti della società oltre ad andare incontro a grosse delusioni personali. Oggi, invece, posso scrivere e dire con grande orgoglio, assieme a tutta la squadra, che abbiamo raggiunto il settimo posto, un risultato storico per questo club. Lo sport è così emozionante e ti vuole così tanto bene da non toglierti nulla. Anzi. Ti dà sempre una seconda, una terza, una quarta possibilità e ti fa capire, col tempo, in che modo portarla a frutto.

Quest’anno, come mai forse, ho vissuto la difficoltà, la frustrazione, la preoccupazione. Troppe volte la delusione ha offuscato le mie giornate. Ma è lì, in quel senso di rabbia, di rivincita, che viene fuori la voglia di riscatto e di dare un senso a tutto.

“Dare un senso a questo tempo”. Era così che avevo esordito circa un mese fa nel primo appuntamento di “From Court”. Oggi sento che un senso è stato dato e solo chi vive e sente lo sport suo, forse, può capire come ci si possa sentir felici. Perché raggiungere un obiettivo non vuol dire per forza vincere uno scudetto, essere i primi al mondo o battere un record, ma avere dentro se stessi la consapevolezza di aver dato il massimo delle potenzialità, che quel sudore, mostrato con orgoglio e convinzione, ha portato delle soddisfazioni, ha permesso di essere vincenti e, soprattutto, di costruire e perseguire una mentalità VINCENTE.

 

La gara ha un inizio non dei migliori. Contratte in attacco, siamo lente ad iniziare i giochi offensivi, affrettiamo conclusioni, la palla non circola negli spazi giusti. Bagnara in penetrazione, Zempare dal perimetro ci creano non poche difficoltà. Mi lasciano sola in ala, dal palleggio mi arresto e tiro da tre punti. -1 a 3’ dalla fine del primo quarto. Piccolo lampo di luce: una bella triangolazione insieme a Sara, con Ivana che appoggia da sotto. Il problema non è offensivo bensì difensivo. Non mordiamo, loro sembrano più convinte. La prima frazione si chiude 17-21.

Nel secondo quarto Valeria dà uno slancio positivo con un bel canestro dall’angolo cui però le ospiti rispondono trovando punti anche dalle giovani. Ci facciamo anche sorprendere a rimbalzo difensivo ed in contropiede siamo lente ad accoppiarci; non riusciamo a servire Ivana sotto canestro. Trebec, dall’altra parte sigla i primi due punti della sua partita. Il divario aumenta, si va negli spogliatoi sul punteggio di 25-32.

C’è molto da rivedere. Soprattutto è d’obbligo trovare energia e concentrazione per voltare completamente pagina.

La terza frazione evidenzia quel cambio di atteggiamento tanto richiesto negli spogliatoi. Sophie finalmente entra in partita con due giocate del suo livello, Bagnara e Zempare rispondono, Cocca piazza una tripla ben costruita. La partita si fa più avvincente. I ritmi si alzano, l’intensità agonistica sale, i contatti sono al limite del lecito. Rosicchiamo lo svantaggio a fatica ma con convinzione. Loro sono in bonus, un fallo di Bagnara prima e un fallo tecnico con espulsione poi, mi consentono di andare in lunetta e realizzare 5 tiri liberi che ci portano per la prima volta in vantaggio in questa partita. L’inerzia è cambiata adesso. C’è più energia, parliamo tra di noi, ci aiutiamo in difesa. Si chiude il terzo quarto sul 45-44.

Si apre la quarta frazione sul filo dell’equilibrio. Zempare prova a scuotere le sue insieme alla solita, encomiabile Bagnara ed al buon contributo di Nativi, giovane classe 2002. Jasmine è in ombra, ma è preziosissima a rimbalzo. Sara ed Ivana, rispettivamente con una tripla ed un canestro da sotto, ci portano sul +10. Vigarano accusa la stanchezza, ne approfittiamo. Sigillo il match con una tripla dall’ala.

Punteggio finale 62-53.

 

Onore a Vigarano che non ha mai mollato ed onore al suo capitano Beba Bagnara, una leader. È stata una battaglia, ma le battaglie vinte, nello sport, fanno bene al cuore ed all’anima.

Incontreremo Venezia, una corazzata. Hanno loro la pressione scaturita dall’obbligo di vincere, invece noi con la mente libera qualche sgambetto potremmo anche farglielo, chissà…